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Paolo Galassi "Politici e bachieri guardino alle piccole imprese"

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22.09.2009
 
foto_galassi.jpgNel 2009 nove piccole imprese su dieci non faranno utili. Se la crisi spaventa meno, se ci sono segnali di ripresa, è pur vero che le Pmi hanno avuto cali di fatturato tra il 30 e il 70%. Paolo  Galassi,  presidente della Confapi  non si fa molte illusioni: «La ripresa? Beh, riparto no gli ordini e la produzione. Grazie al ministro Sacconi (che ha garantito gli ammortizzatori sociali) si eviteranno a ottobre i passaggi più brutti per il lavoro. Ma ci sono ancora 150 mila lavoratori in bilico, legati alle nostre  imprese. La crisi sarà lunga. Ci saranno ancora cadaveri lungo la strada. Ci vorranno almeno quattro anni per tornare
«La crisi sarà lunga Servono credito e riforme per aiutare il manifatturiero»
a valori competitivi. Tutti abbiamo dovuto abbassare i prezzi. Quindi, margini sempre più ridotti».
Il governatore Draghi ha criticato il «nanismo» imprenditoriale del Paese. Piccolo non è bello?
«Il sistema Italia ha fatto sì che il nostro diventasse il sesto Paese più industrializzato del mondo. Il governo deve prestare molta più attenzione al settore manifatturiero. Non esiste solo la Fiat. Perchè se io, governo, faccio un patto (ti abbasso le tasse e tu non licenzi, investi) con la media impresa, aiuto e dò ossigeno a tutta la filiera che sta sotto. I lavoratori delle Pmi non vanno in piazza. Il piccolo imprenditore pensa a lavorare ma le banche gli tagliano il credito e glielo fanno pagare sempre di più».
La debolezza delle Pmi è non avere poteri forti alle spalle?
«Mah, io parlerei di poteri feudali. Oggi la grande impresa fa più che altro finanza. E la politica ha dato solo aiuti di Stato. Non ha vigilato su un settore
fondamentale come quello manifatturiero. L'Italia ha retto meglio di altri Paesi la crisi? E grazie a che cosa, se non al manifatturiero?»
Le Pmi sono parte del blocco sociale che vota centrodestra. E voi non trovate interlocutori?
«Il governo deve capire che non esiste più un De per tutti. Un Paese non può andare avanti senza una politica economica che si occupi principalmente del manifatturiero. Non si vive solo con l'eccellenza.

 
 
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