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La posizione di Confapi sul tema occupazione

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17.09.2009
 
aziende.jpgA leggere i sondaggi delle imprese italiane anche sul fronte dell'occupazione il peggio è passato e non deve ancora arrivare come invece appare dall'analisi Ocse. I più forti segnali di ripresa arrivano dal mondo delle piccole e medie aziende concentrate nel Nord Italia. Il sondaggio più significativo, realizzato su tremila pmi da Confapi-Unicredit racconta che nel secondo semestre dell'anno raddoppia il numero degli imprenditori che prevedono di assumere mentre scende del 30% quello che continua a vedere nero. A livello di quantità il saldo è nettamente dominato dal secondo scenario che passa dal 33% al 22% mentre il primo ha numeri più piccoli spostandosi dal 4,6 al 7,1%. In altre parole 7 imprenditori su 100 assumeranno, 22 su 100 licenzieranno.
Paolo Galassi, presidente della combattiva Confapi (60 mila imprese per lo più piccole e medie concentrate nel Nord per un totale di 1,5 milioni di addetti) non vuol contestare i dati Ocse ma, dalla prospettiva del «suo» mondo, «l'inversione di tendenza» si tocca con mano. «Qualche mese fa eravamo terrorizzati, con la paura di lasciare a casa 450 mila lavoratori entro l'anno — racconta — mentre invece adesso nella peggiore delle ipotesi stimiamo una riduzione di 100 mila». I settori che più di altri stanno reagendo sono quelli della
meccanica, della carta ed editoria, dell'arredamento. Galassi sottolinea che questo vento positivo è dovuto soprattutto a una reazione psicologica dell'imprenditore «che ha ripreso ad andare in giro per il mondo con la sua valigetta piena di idee, di brevetti e progetti».

 
 
pdf articolo Corriere della sera
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